
Ho amato alla follia i suoi disegni in Un’Estate Fa e da pochi giorni ho divorato Nonostante Tutto, dove lavora come autore completo. Ho pensato che fosse il momento opportuno per fare quattro chiacchiere con Jordi Lafebre via mail e sentire cosa c’è dietro il suo processo creativo…
La relazione tra Ana e Zeno è non convenzionale. Loro condividono solo una notte quando stanno iniziando la loro vita da adulti, eppure, quel momento diventa un punto cruciale della loro esistenza. Come scrittore, come definiresti questi momenti ?
Abbiamo tutti momenti cruciali dove le nostre vite cambiano per sempre. Possiamo incontrare la persona che ameremo o il lavoro che ci porterà a vivere in un posto differente, o qualcosa di tragico che ci lascia il segno. Nonostante tutto ha la conformazione del racconto, una estrapolazione delle cose che tutti viviamo tutti i giorni. È una delle cose che la fiction può fare, raccontare la realtà in un bel modo.

Dopo quel singolo momento loro continuano a vivere le loro esistenze orbitando uno attorno all’altra. Solo quando concludono le loro routine (il ruolo di sindaco per Ana e il dottorato per Zeno) si riavvicinano. Sembra come se dopo delle vite lunghe e soddisfacenti si diano finalmente il tempo per un secondo appuntamento. È il momento di una ricompensa a lungo attesa o l’addio finale ?
Non so davvero cosa gli accada quando si rincontrano a settanta anni. Ho cercato di non pensare agli sviluppi perché volevo che rimanessero aperte più possibilità nella mente del lettore. E quindi anche io non ho voluto sapere. Come scrittore credo che sia importante tenersi all’oscuro. Non mi piace controllare tutto.
L’architettura della storia è semplicemente perfetta. Invertendo il flusso del tempo, in ogni capitolo andiamo più a fondo nella relazione tra Ana e Zeno. Scopriamo i dettagli, i piccoli gesti che hanno reso la loro relazione così importanti. Io l’ho percepita come una metafora : quando incontriamo qualcuno per la prima volta, gli permettiamo di vedere solo la superficie, quando la relazione diventa più forte, gli permettiamo di andare a fondo nel nostro passato, di vedere le cose che ci hanno reso quello che siamo. È vero anche per l’arte della narrazione?
Quello è il paradosso dell’amore in sé. Abbiamo tutti provato la sensazione di amare qualcuno la prima volta che la incontriamo. ‘cadiamo’ innamorati. Poi ogni istante cha passiamo assieme ci rendiamo conto delle loro mancanze e debolezze, ma le amiamo ancora di più e, se siamo fortunati, questo processo non si ferma col tempo. È un processo che muove dall’amore passionale ad un amore più profondo. Ero molto interessato ad osservare come i personaggi si evolvevano in questa direzione.

Come è stata sviluppata la teoria del flusso del tempo che scorre al contrario?
Ho scritto la storia alla rovescia, proprio come il lettore la scopre. Volevo essere onesto e provare quello che il lettore avrebbe trovato. Ho dovuto fare anche io il viaggio allo stesso modo sapevo come la storia sarebbe andata a finire e gli elementi chiave, ma l’ho scritta proprio come la vedi pubblicata. È stato molto divertente e sfidante.
A proposti del tuo stile di disegno : digitale o con le matite?
Amo disegnare con le matite sulla carta, ma poi il passaggio a chine e la colorazione sono fatte in modo digitale.
Nei tuoi disegni la città in cui è ambientata la storia è così importante da essere un personaggio di per sé. Come hai studiato l’architettura e la topografia del posto?
Ho immaginato un posto magico che fosse la somma di differenti posti che amo. C’è un po’ di Italia . Giuro! , un po’ di Catalogna, un po’ di Portogallo. Ho persino immaginato la storia della città e della regione in cui si trova. Un autore crea molto più di quello che appare nei libri in modo da dare profondità alle storie. Anche i personaggi secondari hanno un background ed una storia. Per fortuna si tratta di una graphic novel, perché con un romanzo avrei dovuto scrivere migliaia di pagine e mi avrebbe richiesto molto più tempo per finirlo!
parlando del design dei tuoi personaggi : sono un perfetto mix di realismo ed anatomie cartonesche. Eppure se appena ti fermi a guardarli negli occhi, puoi percepire la vita pulsare vividamente. Come hai sviluppato il tuo stile?

Amo i fumetti e l’animazione, ed il mio stile finisce un po’ nel mezzo. All’inizio della mia carriera sembrava un po’ strano e ci è voluto un po’ di tempo per conquistare la fiducia degli editor, ahah. Sembra ancora un po’ spigoloso, ma io mi concentro sulle storie ed i sentimenti dei personaggi, non nel loro stile in sé
Ultima domanda : se potessi avere la possibilità di disegnare o scrivere qualsiasi personaggio del mondo del fumetto, cosa sceglieresti ?
Non so proprio che franchise funzionerebbe con il mio modo di fare le cose. Amerei prendere qualsiasi personaggio e immaginarne la componente umana, le caratteristiche giornaliere. Amo quando la vita di tutti i giorni diventa magica!
Tuttavia, perché no? Sono aperto a studiare ogni offerta che gli editor mi fanno! ahah