
Ivo Milazzo è uno di quei talentuosi, incredibili disegnatori, cui si può assegnare il titolo di Maestro senza tema di smentita. Nick Raider è una delle letture che vi potrebbe capitare di fare, nel panorama storico Bonelli.
Per cui, capirete che a mettere assieme le due cose non può che emergere qualcosa di importante. Io, purtroppo ho scoperto Nick Raider con colpevolissimo ritardo. Pensavo fosse un giallo ed invece è un maledettissimo noir procedurale, con incredibili riferimenti alle storie di Ed McBain e tanto, tanto materiale che vi strizzerà l’anima.

Se pensate che è stato uno dei primi personaggi ad avere il dono di una ambientazione contemporanea nella casa editrice di via Buonarroti, avrete un quadro già dettagliato. Che la crudezza di alcune scene, la violenza verbale e fisica, facessero capolino quasi ad ogni episodio, bè era una totale novità.
Anche a giudicare il character design, ho sempre pensato che Nizzi, volesse Tex Willer ad occuparsi di un distretto di polizia della New York pre-tolleranza zero degli anni ’80.

Grazie a Bonelli Digital sto facendo comunque ammenda e, nazi, spero di non finire i circa 200 episodi troppo in fretta. Perché purtroppo, dopo non c’è nulla.
Comunque seguendo il mio recuperone mi ero già imbattuto nelle due storie presenti in questo volume, Omicidio a Central Park e Jimmy e Juanita (rispettivamente i numeri 5 e 22 della serie originale) e, leggendo il nome di Ivo Milazzo era trasalito. Di lui conosco benissimo le avventure di Lungo Fucile (al secolo Ken Parker – del mio amore smisurato per quel quel personaggio ve ne parlo a più riprese) e gli sterminati panorama del west. Ma immaginarlo così capace di tinteggiare sagome sofferenti nel nero della città più iconica dell’occidente è davvero un piacevole stupore.

Ancora meglio ritrovare entrambe in una edizione cartonata che arreca il numero 1 in copertina è una piacevole sorpresa. Come lo stesso Milazzo spiega nell’introduzione del volume, l’idea, nata assieme all’editore Davide Bonelli, è quella di omaggiare la sua arte pubblicando racconti pubblicando estratti dalle numerose serie a cui, negli anni, ha lavorato.
Si parte con Nick Raider, ma sosta forzata sono necessariamente anche le storie di Magicovento e Lungo Fucile. Del resto, già nella scorsa edizione di Lucca Comics si era ristampato il Texone da lui disegnato.
E credo che di materiale ce ne possa essere a disposizione ancora davvero tanto.

L’importanza del lavoro di Ivo Milazzo è davvero senza eguali. Gli studi sugli effetti di luce ed ombra hanno precorso i tempi e sono stati di ispirazione per molti. Più di ogni altra cosa, è stata la capacità di rendere le espressioni sornione, affabili, mutevoli, a renderlo quasi inimitabile. In uno stile fluido tutto suo, Milazzo, racconta i personaggi con una vena di umanità che difficilmente si può riscontrare altrove. E non c’è mascella squadrata che tenga, quando gli occhi strizzati e le rughe di espressione delineano il carattere completo di un personaggio.
Sono contento che la Bonelli finalmente di decida ad omaggiare la sua scuderia di autori con volumi monografici di questo genere. Fino ad oggi sono state altre case editrici ad occuparsi di un simile lavoro, ma, con tutto il materiale a loro disposizione, non potrebbe esserci un progetto migliore.
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